
Il Re ebbe sempre una particolare attenzione per i confini orientali, per le popolazioni dell'Istria, della Dalmazia e dei loro ripetuti esodi del 1945, 1947, degli anni 50 e ultimo, ma se vogliamo più doloroso quello degli anni 70. Questo fu infatti conseguente a quella che si può ritenere una vera e propria apologia della sconfitta: il trattato di Osimo. I nostri governanti, il parlamento repubblicano, in tempo di pace, cedono, senza nulla in cambio, contravvenendo alla stessa costituzione repubblicana, che vuole i confini della Patria sacri e intangibili, centinaia di Km quadri di sovranità italiana, rappresentati dalla Zona B di Trieste, che comprendono un'ultima piccola porzione di Istria con città quali Capodistria, Buie, Cittanova, Umago alla stessa Jugoslavia di Tito che aveva infoibato tanti nostri concittadini.
Per dovere di cronaca in Parlamento votarono "contro" soltanto il MSI-DN, alcuni liberali ed alcuni democristiani di origine giuliana.