
Ad un messaggio di devozione rivolto ad Umberto II dall'ammiraglio Adalberto Mariano, presidente nazionale dell'Unione Monarchica Italiana, nell'imminenza delle elezioni politiche del Maggio 1958, il Re in esilio rispose con questa lettera.
Caro Mariano,
la ringrazio di avermi riaffermato, a nome di tutti i monarchici, la fedeltà incrollabile e l'amore costante alla Patria. Nell'imminenza delle elezioni politiche questa manifestazione assume un alto significato.
I monarchici hanno sempre dimostrato tali sentimenti, sopratutto accettando una situazione che non li convince e che, come ella dice, essi si propongono di riesaminare, a tempo opportuno, con ogni garanzia di legalità e senza turbare la vita della nazione.
Ancora una volta pertanto la mia parola di Italiano e di Re esorta i monarchici, in questa vigilia elettorale, ad ispirarsi agli stessi ideali.
E poiché presidio del civile consorzio, del necessario equilibrio fra libertà individuali e giustizia sociale, fra interessi nazionali e nuovi vincoli internazionali, dell'attuazione di ogni utile riforma e di una retta amministrazione, è il Parlamento, incombe a tutti il dovere di prescegliere candidati di provato valore, di indiscussa rettitudine e di sicura devozione agli ideali perenni della Patria.
Solo così sì innalza il prestigio del Parlamento che, come ho più volte detto e mi piace di ripetere nel centodecimo anniversario dello Statuto del Regno è condizione di ogni libertà e di ogni ordinato progresso.
Affezionatissimo Umberto
Cascais, 15 maggio 1958